******************************** Il mese simbolo dell'estate. *************** Ci si ricontava. Si riformavano le “tribù”. Parentele improbabili. Amici, tanto per parlare. Turisti fidelizzati, stanziali. Turisti per caso. Turisti di transito. Ritorni affettivi. San Felice, intanto, era andato e il tempo cambiato. Dopo il caldo, la temperatura era tornata pescolana. ****** Giorni in cui le chiacchiere non mancavano. A parlare parlavano tutti e cercavano novità. Curiosi di sapere, s'informavano come andavano le cose, di questo e di quello. Scoprivi, così, che ne sapevano più loro di chi qui vive tutto l'anno, anche quando il paese torna silenzioso, fantastico nella melanconia dei giorni che perdono luce o che piano la riconquistano. Ogni occasione buona per commentare, criticare: ...i giornali, i parcheggi, i prezzi, la raccolta differenziata, i programmi di attività, le feste patronali non più come una volta, ecc. ecc. Hai presente, poi, le panchine in piazza o avanti la chiesa o all'arco del macello? Per taluni erano diventate la “seduta” quotidiana per la narrazione giornaliera. Mi sono chiesto quale fosse stato il loro comportamento nei luoghi dove, di norma, vivevano. Se qualcuno fosse stato sempre disposto a stare lì ad ascoltarli, a dar loro risposte. Rifletto. ******* Secondo te, una persona che ha comprato casa quarant'anni fa da noi o in altra località turistica, che qui o lì è stato quando ha voluto e come, ed ancora sta, e magari ha anche trasferito in tale luogo la propria residenza per motivi di opportunità, può considerarsi ancora un turista del luogo? Io ho qualche dubbio. E tutti i pescolani che qui hanno casa, ma che di fatto vivono altrove e tornano quando vogliono? Turisti anche loro? Questi, credo siano da considerare ritorni affettivi nel luogo dove l'anima si ristora e il cuore del pescolano riacquista un ritmo diverso. Ma i primi? ***** A qualcuno suggerivo di godersi la tranquillità, l'aria fantastica, il cibo buono, gli appuntamenti dell'estate che il territorio offriva. Di lasciare la macchina e camminare per riprendere fiato e tono, dopo le chiusure forzate e il distanziamento sociale delle ultime stagioni. “Siete in vacanza. Rilassatevi, mettete in ferie anche i pensieri, le abitudini, le preoccupazioni e fate il pieno di benessere e bellezza che Pescocostanzo vi dona”... contiunuavo a ripetere! “Poi, tornerete a casa riposati e ritemprati pronti a riprendere la guerra di ogni giorno”, ma non tutti recepivano. ***** Tradizione vuole che oggi, con l'equinozio d'autunno ( astronomicamente il vero equinozio del 2022 sarà il 23 settembre), l'estate ci lascia. E' l'ultimo giorno. Certamente è finita. Il termometro si è abbassato di molto. Ier sera mi sono fermato sul portone di casa a rimirare la piazza vuota. Tutto chiuso. Nessuno. Anche la luna, in fase calante, non faceva capolino - come altre sere - all'angolo del “palazzo delle monache”, sulla testa del grande drago scolpito magistralmente da Palmerio Grasso, di cui il nostro Angelantonio Ranallo, a fine anni sessanta, ne fece, con grande bravura, copia. Il suo lavoro collocato all'altro lato dello sporto di gronda, su via delle Pigne, fa bella mostra di sé e completa l'armonia della sequenza delle mensole lignee - in forma di draghi- che contraddistinguono la facciata disegnata dal Fanzago. Le nicchie illuminate rendevano intrigante l'ex monastero. L'intera scena avrebbe potuto ispirare un nuovo romanzo alla giallista pescolana Maria Pia Trozzi, di cui ho letto da poco il suo ultimo libro “Nero Cardinale”. ***** Il primo odore di fumo dai comignoli. ****** L'acqua della fontana che sgorga dalla bocca dei quattro putti sembrava esibirsi in un concerto per invisibili spettatori, di cui -se affinavi l'oreccchio- pareva coglierne l'applauso, mentre la notte cresceva. ****** Testo e dipinto di Luigi7 -

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