Una magia per tornare bambino... L'autunno che cresce e attòrno stringe. Con i suoi colori e la sua dolcezza ti prende l'anima. In una delle più belle e antiche faggete d'Abruzzo, a passo lento, per ammirare lo spettacolo della natura: un tripudio di colori, una danza gioiosa. Una scenografia che muta giorno dopo giorno e ci avvicina all'inverno. Il Bosco di Sant'Antonio: un luogo d' incanto in ogni stagione. Il rumore del calpestio t'accompagna mentre penetri all'interno. Solo sporadici e lievi colpi di vento a spezzare il silenzio. Ed è una pioggia leggera di foglie, come farfalle che giocano nell'aria. In autunno la faggeta si trasforma: sfumature e riflessi incredibili, controluci come quadri di pittori impressionisti, e i rovi si colorano di rosso ramato, mentre è sempre verde l'agrifoglio. I grandi alberi secolari appaiono come enormi sculture di legno, totem dalle forme strane, mostruose, misteriose; personaggi di un mondo fiabesco, antenati mitici, spiriti protettivi che popolano il bosco millenario, che lo animano, lo sorvegliano. La foresta ad ogni passo si carica di fascino, ti attrae, ti adesca. La sua voce ti penetra nell'anima mentre calpesti un tappeto di foglie che sotto i tuoi passi frusciano, scricchiolano. Un manufatto naturale che ricorda, nel colore e qualche volta nel disegno, le antiche tessiture delle donne pescolane. T'immergi in un ambiente fatato, ne fai parte, rivivi il suo tempo. Quasi un viaggio all'indietro che ti toglie gli anni di dosso. Lo Spirito del bosco racconta con voce suadente le vicende che la foresta ha vissuto. Davanti agli occhi, sembrano scorrerti le immagini - un po' sfuocate - dei pastori transumanti che vanno verso i pascoli di Puglia, del passaggio degli eserciti, dei carbonai che trasformano la legna in carbone, dei mercanti, dei briganti, degli amori segreti vissuti tra le piante. Rivivi le bufere e la neve dei lunghi inverni; le notti stellate, le fioriture di primavera, il caldo estivo e la vita degli animali al suo interno. In alto sprazzi d'azzurro si mischiano al rosso, al giallo, al marrone delle foglie ancora attaccate ai rami degli alberi, che sembrano improbabili braccia e dita di figure maestose, protese verso il cielo in una muta invocazione. Un "lucus", antico bosco sacro di epoca romana o preromana, che nel 2011 è entrato nel grande catalogo dei Paesaggi rurali storici d'Italia, pubblicato con la prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nel 2012 ha ottenuto il prestigioso premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. L'area di pertinenza del bosco di Sant'Antonio è raffigurata nella Galleria delle carte geografiche (un'eccezionale rappresentazione cartografica delle regioni d'Italia realizzata tra il 1580 e il 1585) situata nei palazzi Vaticani, oggi inclusa nel perimetro dei Musei Vaticani, posta lungo l'itinerario che conduce alla Cappella Sistina. Ciò a riprova dell'interesse del luogo già a quel tempo. Una bosco, quindi, che per molti aspetti può dirsi "unico". ======= L’autunno piega il ramo, gli autunni piegano il tronco (Nicolae Petrescu Redi). Ma non sempre lo spezzano ======== Stasera mangerò castegne cotte sulla stufa a legna, sentirò il loro profumo, gusterò la loro bontà e berrò un buon bicchiere di Montepulciano. Salute! (Testo e foto di Luigi 7)

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