Questo clima di solitudine e di freddo ancora scava nell'anima e batte in testa. Ha ripreso a nevicare e i fiocchi di neve si son fatti grandi e scendono fitti. Così, a volte, i pensieri se ne vanno, si sciolgono come la neve d'aprile, che d'un colpo rimbianca ogni cosa che pare dicembre. Poi, bastano due giorni di sole e i selci della piazza tornano del loro grigio azzurrognolo; la neve svanisce e porta via con sé i pensieri e ne resti senza. Non pensi. **** La mente vuota come i prati ancora scoloriti, a tratti ravvivati da macchie delicate di violette che inteneriscono l'aria. L'erba sui colli e sui terreni pedemontani ancora “acciaccata”, il bosco ancora spoglio, solo piccoli boccioli qua e là: il flusso della vita che sta tornando; poi, s'apriranno in migliaia di foglioline che timidamente cresceranno per diventare grandi e forti e riempiranno di verde la faggeta, dando refrigerio a quanti vi sosteranno in cerca di pace e sollievo. Occorre pazienza (tanta!) e fiducia, primavera arriverà anche quassù. Intanto, è la neve che ancora torna, a ricoprire i piccoli boccioli sulle piante, a raggelare le macchie di viole sui prati e i piccoli bouquets, giallo pallido, di primule vulgaris (con i petali che sembrano tanti cuoricini); fresche e gentili le primule annunciano un nuovo ciclo della vita, il risveglio della natura e la loro delicata presenza appare da lontano, ai margini del bosco. Ne raccoglievo una e ne inspiravo il profumo solo qualche giorno fa. E' bello camminare nella natura che non appare mai sola. E sempre ti dà emozioni. (Foto e testo di L7)

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