Ieri mattina, pasquetta, un'affaciata al giardino del colle; uno sguardo in cerchio sui monti con le cime ancora imbiancate. Un cielo azzurro e limpido come uno specchio, in cui volavano due o tre cornacchie. Una Pasqua andata, mai cosi, e stiamo facendo anche Aprile. C'era nessuno in giro, la gente chiusa in casa. Una pace rimbombante, una sensazione di solitudine assoluta. Attorno natura chiara, pulita, senza uomini e nemmeno donne, che appariva sconfinata, immobile. I prati, le montagne, i boschi ad aspettare ancora primavera e davano l'impressione di essere più lontani del solito. Inarrivabili. Solo un filo di vento fresco, delicato. Una sensazione nuova, come se il mondo si fosse bloccato e sono rimasto a guardare, in assenza di pensieri. Ogni cosa silente; l'anima sfitta e il vuoto ha disorientato i pensieri. Non si sa domani e ieri è già lontano. I sogni, allora, non possono rimanere appesi in eterno, se non si realizzano è bene provvedere altrimenti. Tempo surreale. **** Per oggi il Meteo metteva pioggia (anche una stellina), la temperatura infatti si è abbassata. Il paesaggio, le strade, le case, i coppi dei tetti bagnati fanno malinconia. Un'anima in giro a quest'ora da guardare negli occhi? No. Come dice la Maraini oggi, sul Corriere: "Lo sguardo alle volte può farsi carne, unire due persone più di un abbraccio". E piove. Scendo alla Fonticella a prendere due bottiglie d'acqua naturale. Quando vai da solo, in giro per le strade senza una meta, o per un sentiero, verso una cima da raggiungere, quando - passo dopo passo - ti spingi, sudato ma reattivo, dentro un bosco fitto, quando senti di voler startene da solo, e ci stai, non avverti solitudine. Ora è diverso, anche se con te c'è qualcun altro. E' un ritiro obbligato, privazione di libertà. Riflettendo su tutto quello che ascoltiamo e leggiamo e che ci ripetono ogni giorno, mi vien da pensare che 'sta storia sia come un film di cui non è dato conoscere la fine. Sembra che tutto traballi e la povera gente che vive di lavoro, manco sicuro, certo che è preoccupata. Figli da crescere, conti da quadrare. Prima o poi, ognuno farà come c... gli pare e addio alle regole, che si interpretano a modo proprio. Ma passerà, sicuro che passerà, come sono passati tanti periodi brutti da cui si pensava di non uscire e tante notti oscure come la pece. Tornerà il sole a far risplendere i colori e il viso delle donne. Ci vuole fiducia perchè è davvero il caso di dire che "siamo tutti sulla stessa barca" e se affonda finiamo tutti a mollo, in bocca ai pesci, anzi ai pescecani. Io, poi, non so nuotare. Tu sai nuotare? Si? Allora sicuro che non affoghi. Nei tempi normali in cui in tanti si rompono le scatole per non saper come impiegarlo il tempo, sembra che non debba mutare mai nulla. Poi, invece, ti svegli un mattino e il mondo non lo riconosci più. (L7)

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