Cerchi di costruirti una vita che ti stia addosso come un paio di pantaloni comodi, con due belle tasche grandi dove infilarci le mani quando senti freddo, e trovare conforto. Poi, la sorte non sai cosa ti riserva. **** Non è stata una bella Festa dell'Immacolata, no! Lo spaventoso incidente sulla Statale 17, all'altezza di Pettorano sul Gizio, che ha drammaticamente spezzato la vita nella serata di sabato 7 dicembre a due nostri concittadini: Francesco e Antonio Sciullo, padre di 88 anni e figlio di 59 ha letteralmente “gelato“ gli animi di tutti i Pescolani e non solo. Francesco, simpatica e cordiale persona, figura nota a tutti e sempre presente nelle attività dell'Associazione Pensionati di Pescocostanzo. Lo salutavo sempre quando lo incontravo e lo chiamavo “compare” dato il legame tra la sua famiglia d'origine e i miei genitori. Un uomo simpatico, consapevole e di grande socialità. E che dire del figlio Antonio? Padre anche lui, persona a modo, precisa, grande lavoratore. Amava la sua famiglia, a cui prestava ogni attenzione: la moglie, il figlio e la figliola, ora studenti universitari, orgoglio del genitore. Antonio era dipendente della Magneti Marelli a Sulmona. Era venuto a Pescocostanzo e nel pomeriggio di sabato con il papà stava tornando a Sulmona dove risiedeva, per trascorrere la Festa dell'Immacolata insieme. Beffardo il destino, crudele. Un Suv è finito sulla loro corsia di marcia e non c'è stato scampo. Nulla da fare. L'anziano padre e il figlio legati dalla stessa sorte. Strappati alla vita, alla famiglia nel periodo in cui proprio le famiglie cercano quella serenità che solo il Natale in arrivo sembra poter regalare. Tutta Pescocostanzo è rimasta scossa da questa tragedia e si è stretta idealmente intorno alla famiglia di Antonio che era anche la famiglia del papà Francesco, suocero e nonno affettuoso. Mercoledi 11 scorso il giorno dell'estremo saluto, tante persone fuori ad accogliere il rientro in “paese” dei due nostri concittadini. La Collegiata gremita durante la messa, profondamente sentite le parole del Parroco Don Daniel rivolte ai famigliari nell'omelia. Poi, un lungo corteo silenzioso verso il camposanto, mentre il sole che calava illuminava le cime imbiancate delle Cernaia e del Pizzalto e il freddo raggelava i volti*** Io dico: una persona fisicamente in buona salute, serena e tranquilla, anche se ha novant'anni non è giusto che cessi di vivere in modo così violento, direi quasi offensivo. E figuriamoci poi se un giovane padre di famiglia, con tante cose belle ancora da vivere e tanti traguardi ancora da raggiungere, debba svanire così - da un momento all'altro - mentre a casa lo stanno aspettando per cenare tutti insieme! Non è pensabile. Pazzia. ****In questo periodo le giornate sono diventate mezze giornate e alle 16,30 annotta. Le luci si sono accese al rientro in paese. In centro storico luccicano le luminarie e l'albero di Natale installato in piazza Municipio s'è illuminato di rosso. Ma non sarà un bel Natale né un felice Natale, non sarà proprio Natale per la famiglia di Antonio e Francesco, alla quale va tutto il nostro affetto e il conforto in un momento così triste, con l'augurio di ritrovare la forza e la serenità per andare avanti nel ricordo dei propri cari. **** Stati d'animo differenti a Natale. Hai voglia a dire, pensare, fare. Ci sarà sempre chi soffre e chi gioisce: l'antinomia degli aspetti della vita. (Foto e testo di Luigi7)

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