Scampoli di stagione. L’estate scivola tra le dita, finisce. Il tempo caldo d’agosto, come non mai, intenso. Giornate arroventate. Corpi abbronzati di ritorno dal mare, lucidi, curati. Il tuo dal sole di montagna, rigenerato in una faggeta, alta sul paesaggio, silenziosa, dove avverti l’anima che ti porti dentro. Quando vai su, verso una vetta, sembra che t'avvicini a Dio, che vai a perderti nel cielo, tra nuvole di passaggio. Immagini che tornano, mentre il corpo s’assoda, suda. La natura è un grande archivio di memorie, di informazioni. Una sorta di “sceda” per l’apprendimento, un percorso didattico che tante volte mai s’inizia... Poi, tra le strade affollate di gente (un popolo vociante) variopinta, variegata (uomini zoccolanti, con borsette, pantaloncini fascianti, colorati. Zaino in spalla comunque, dovunque. Cappelli, cappelletti…). Un mondo assortito, svariato, svagato: turisti, amanti della montagna, paesani di ritorno. Operazione “riconta”. Tutti presenti. Qualcuno ha mutato atteggiamento (più consono all'età). Lui no è più agitato del solito: di qua , di là, giù e su, a fare, a cercar di fare. Personaggi nella calda estate pescolana che non nega una panchina a nessuno. Gente che ha bisogno d’aria e di fresco, di svuotare la testa, di parlare. Poi tornerà a casa... Un grande palcoscenico la piazza, uno spazio scenico fantastico tra antichi palazzi e, sullo sfondo, il grande portale della Collegiata. Pochi primi attori.Tanti figuranti. Qualche sera fa, in cielo, una luna grande, pesante, strana, sembrava adagiata sul profilo delle Pietre Cernaia, come se non ce la facesse a sollevarsi. Stanca, accaldata anch'essa, ma bella, attrattiva come donna in età. La luna fa sognare. L'Abruzzo delle sagre, delle feste paesane, della musica, delle rievocazioni (ordinaria consuetudine) che passano per “eventi” e riempiono le pagine di quotidiani locali, torna alla normalità, ai soliti problemi. Ancora belle le giornate quassù, ma l'ora già s'accorcia. Dal bosco un venticello fresco, a sera, porta con sè un profumo impercettibile, che riconosco: fragranza d'autunno. Galoppa il tempo come un cavallo libero da pastoie: cosa rimane dopo questa estate? Sembrava solo ieri agosto, con il via vai di gente per le strade, le processioni, la banda, le chiacchiere, i concerti pomeridiani, gli appuntamenti serali, ed ora già settembre se ne va. A sera l'aria è fresca. Siamo rimasti in pochi. Ora c'è tutto il tempo per liberare la mente e non pensare (o pensare a chi, a cosa voi). Il tempo un momento t'appare propizio poi magari ti segna, non guarda in faccia a nessuno. Ma non puoi dar colpe al tempo. Finite le feste, le processioni, la musica , gli “eventi” anche da noi. Ultimo giro di boa anche per l’Amministrazione comunale, con l’esposizione di San Felice martire il 7 agosto scorso. Quattro anni son passati alla guida del paese. Il prossimo si rivota e già corrono voci su probabili candidati e garanti. Vedremo. Intanto da esperti montanari, durante l'autunno, attrezziamoci per l'inverno. Pochi i frutti selvatici in queste stagioni. Niente prugne su quell'albero che ne faceva di dolci. Forse l'inverno non sarà molto nevoso. Chissà mai. (Testo e foto di Luigi7)

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