I giorni vanno verso l'inverno. E senti la mancanza della luce e del caldo. Si avvicina il Natale. L'albero sulla piazza si è illuminato di rosso, con messaggi che vogliono tener vivo il problema della violenza alle donne. *** Non c'è confusione. Calma, e va. Una folata di farina leggera, fuoriuscita dal mulino del tempo... di colpo è tornata la neve e, in dieci minuti, ci ha rimbiancato. Le luci e il bianco, a sera, ammorbidiscono le ombre. I luoghi riemergono dal silenzio delle ore. *** Il tempo! Quanto tempo è passato. Stagioni, anni. Mescolanze di cose, di persone. Fatti. Storie. Controstorie. *** Il tempo muta le persone. A volte diventano presenze evanescenti, come ombre. Si dileguano alla luce del sole e schiariscono alla memoria. Riappaiono a volte, come in un sogno. All'improvviso per strada, tra immagini accatastate. Facce, corpi, affollamenti. O lungo una strada silenziosa, su una piazza vuota, per un viale colorato e calpestano fogliame. Come se cercassero... nella speranza di trovare cosa o incontrare chi? L'anima dispersa nell'aria o all'interno di un bosco mai visto. Tu le vedi, le conosci, le riconosci. Ti tornano in mente. A loro no, non torni. Ti vedono estraneo. Sei tu evanescente. Ombra. **** Avverto pensieri anche a distanza di tempo e di spazio, mentre una nuvola smorza per un attimo quel po' di sole e la luce si fa grigia. Il tempo, che non basta mai e che pure continui a sciupare, modifica la natura e le cose. Quando ti guardi allo specchio, se non devi fare fatica a riconoscerti, fatti un sorriso, e ringrazia il Padreterno. Dio, che natura ha creato. *** Neoselvaggi in giro. Rabbiosi, altri disperati. Malinconici taluni. L'atmosfera che anticipa il Natale non fa la gente più buona e più felice. Tanti problemi. Troppi per tanta gente. *** I pensieri non fanno rumore, le parole si. Meglio parlare sottovoce e quando si ha qualcosa da dire. Con competenza. Con esperienza. Ma chi ti sta a sentire? Tutti esperti, tutti ambiscono. Un po' di modestia, per favore! *** I sensi catturano immagini belle e a colori dalla realtà che mi circonda. Ma a volte si dissolvono nella nebbia sottile e grigia che in certi mattini sale dai prati. *** Tra i faggi del bosco cerco di cogliere gli ultimi colori dell'autunno che muore e ascoltare la voce delle piante. Percepire vibrazioni, emozioni. All'interno del bosco s'avverte il mutare della stagione. Le parole raggelano nell'aria, fuori dalle labbra. Le labbra! La bocca. Le guance gelano un po'. Tra un silenzio e l'altro ci vivo dentro. Ed è sempre bello. Uno spettacolo la faggeta, in qualsiasi momento ci vai. Se stacchi una piccola zolla di muschio da una radice avverti odore di natura, mentre i passi affondano nel tappeto di foglie umide. Senti il vento che dà voce alle piante, anche se la faggeta è immersa nel silenzio. Gli alberi si stringano tra di loro, ignudi. Arbusti di agrifoglio e l’edera che senza ostacoli soffoca tronchi e rami in alcun zone del bosco, rendono ancora verde tratti della riserva. I più vecchi abbracciano i più piccoli, quasi a proteggerli, con le loro lunghe braccia ritorte e ossute Allora, allora, allora? Mi par di udire una voce. La sento viva e vicina. E' il grande faggio cavo. Un giorno di anni fa, all'interno della sua cavità, raccolsi un un pezzo di giornale sul quale qualcuno aveva scritto un messaggio,una frase bellissima. Era dedicata al vento del bosco. Cammino su altre impronte che qualcuno ha lasciato. Nel bosco trovi sempre un sentiero dove un'anima è passato prima di te. Senza paura di smarrire la strada che ti riporta a casa. *** E' quell'ora in cui il giorno sta per cedere il passo alla notte. Di silenzio in silenzio cammino. La pietra, un po' di neve, le luci. Atmosfera dolcissima: il mio paese. Artigiani sono al lavoro. Osservo un orafo dalla sua vetrina, che per Natale ha già allestito con i preziosi più belli. Mi fermo un attimo a guardare anche un fabbro, impegnato nella sua bottega. Manufatti della tradizione nascono dall'esperienza e dall'abilità dei maestri pescolani. Raccontano la storia di questa comunità che i pescolani, quelli che hanno il loro paese nel cuore, non devono dimenticare. *** Felice Natale e buona vita a te. Sì, proprio a te, che mi stai leggendo. Con cuore. (Foto e testo di Luigi7)

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