Oh, ma ti sei abbronzato! Sei stato al mare? Ma quale mare... su un terrazzino che s'apre tra due case grige,in un vicolo chiuso in fondo dalla parete in pietra scura di una vecchia casa. Uno scorcio silenzioso, appartato da dove osservo, in alto, un tratto di montagna verde e un pezzo di cielo che muta di carattere come un uomo bizzarro e romantico. Ora è di un azzurro infinito. Ma anche sotto il sole tra gli alberi del bosco, lungo un sentiero a tratti scoperto, che poi s'infila tra i faggi, e mentre cammini ascolti il respiro delle piante. Quasi un mormorio che ti accompagna. **** A proposito, non m'ero accorto che erano tornate le rondini. Un giorno ne ho viste due posarsi su un filo, teso per stendere panni ad asciugare, sotto una finestra di rimpetto alla mia. Non sembrano numerose come in precedenti stagioni. Non riempiono i fili della luce al colle di S.Maria. E l'aria non è piena del loro zinzilulare al mattino. Si saranno stancate di fare un viaggio tanto lungo per tornare quassù. Che ci vengono a fare. Ma poi, mi chiedo, saranno sempre le stesse rondini (salvo quelle che hanno smesso di volare) a tornare negli stessi posti? Chissà. Alcune però tornano dritte nel nido che si è conservato sotto lo sporto del tetto. Come se lo conoscessero, come se fossero state loro a realizzarlo. O che qualcuna, che non è potuta tornare, avesse indicato loro dove trovar già casa pronta. Le rondini......che sono! **** E' estate da oltre un mese, ma qui finora non ce ne siamo accorti. Tempo vagabondo e pochi viandanti. Luglio è finito. E ora sembra che voglia mostrarsi davvero. Tutti l'aspettano speranzosi. Tornano anche loro. I Figuranti di una rappresentazione che va in scena puntuale. Vi si prende parte liberamente. Recupero d'identità, conoscenza, riconta. Tornando da dove si è partiti si può comprendere come eravamo, cosa siamo diventati. Fare riscontro con chi è rimasto. Ma mostrarsi vuol dire anche essere ricordati. La nostra estate è qui. Sta per cominciare. Musica, spettacoli, intrattenimento, processioni...... Chi si è esibito lo scorso anno a San Felice? Boh! Si dimentica in fretta. Piccolo, piccolo mondo. Microcosmo intriso di acrimonia, diffidenza, contrasti. **** Magia del quotidiano che fa trasalire la pelle, la pelle nuda. Visione improvvisa o colpo di sole? Nella luce del mattino la figura avanzava con passo spedito, sicuro (?) lungo la strada in lastroni di pietra. Il sole alle spalle creava un alone tutt'intorno al corpo, che il portale della chiesa, in profondità, incorniciava perfettamente. S'apprestava ad entratre nella piazza, palcoscenico d'incanto, ed esporsi agli sguardi, al giudizio immediato del pubblico, senza luci di ribalta che nascondessero, in parte, almeno le facce dei “panchinari”, critici esperti, informati del quotidiano. Quelli a cui nulla sfugge. Ma cosa vuoi che gliene fregasse dei panchinari. Lei non aveva bisogno di una ribalta. Sapeva sostenere gli sguardi e nascondere emozione. Come un attore consumato. Mi è parso di conoscere quella figura. Non ne ho incrociato lo sguardo. Ma ne ho avvertito la natura. Un momento di luce può bastare come un sorso d'aria in un mattino bello e fresco di un giorno qualsiasi, di una estate qualunque, ad un ansimante in crisi di fiato. La figura avvertiva altri occhi su di lei. La luce del sole che distorce i lineamenti di una persona qualunque e te la fa apparire sotto altre sembianze. Forse si è trattato di un abbaglio. Ogni giorno può portare qualcosa di bello. I prati si sono rotti: giometrie della falciatura. Il bosco di sera s'imbruma e gli animali lo popolano anche di notte. Solitudine di uomini e donne. Vagava libera la bestia. D'un tratto percepì il profumo selvatico del bosco. Ne riconobbe l'appartenenza. E andò. Tornò nel suo mondo magico. Che meraviglia l'aria quassù. E il silenzio profondo della natura. (Foto e testo di L7)

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