Questo nostro paese. Ora appare come un uomo maturo, in atteggiamento pensoso. Davanti ai suoi occhi scorrono forse le immagini del suo passato, operoso e ricco di avvenimenti, in cui seppe vivere una temperie culturale unica. O forse avverte l'incertezza del suo futuro, che gli appare controverso.*** Ma il suono della banda risveglia l'anima sopita dell'uomo e ravviva la piazza vuota del suo paese. Oggi festeggiamo la nostra Madonna che da più di mille anni è con noi e ci dà fiducia. La Madonna del Colle. ***** Mattino odoroso. Il profumo ne assaporo, appoggiato ad un vecchio muro fiorito. Maggio se ne va, con i suoi pomeriggi piovosi. *** Uniforme, intenso, come un letto morbido e fresco (non disfatto) il verde è dovunque. Dispiegato sui prati, disteso sui colli, sulle terre - un tempo coltivate - alle falde dei monti, negli orti dismessi, nei giardini. Si è spinto in alto fino a lambire gli ultimi sfilacci di neve nei canaloni della Majella. Il verde è il colore preferito dalla primavera e lo usa per dare un fondo al paesaggio su cui poi inserisce mille fioriture. Artista inimitabile. E gli occhi ammirano un dipinto di natura: colore, luce, ombre. Florilegio di primavera. Sui rovi, sui peri selvatici e meli ancora ciuffi di fiori bianchi che man mano vanno scomparendo. Ora Primavera sta andando e sugli alberi principiano piccoli frutti. La pioggia ha contribuito alla crescita dell'erba, un vegetazione rigogliosa che in alcune zone (per fortuna) ricopre disordine e lerciume. Inciviltà del popolo. Lungo strade di collegamento, mossa dal vento, diventa un serpente in movimento. Selvaggia Primavera. ***** Il bosco si è ricoperto; gli spazi si sono richiusi. Ora nasconde, cela. E' tornato misterioso. Il verde s'è mischiato al marrone delle foglie morte rimaste a terra in autunno, che la neve ha preservato, e sembra che su tratti di sentieri che s'aprono a margine di radure Primavera abbia disteso un antico tappeto pescolano. La faggeta torna magica con il suo carico di anni; la sua spiritualità l'avverti quando ti ci muovi dentro da solo, senza nessuno intorno. E gli alberi che raccontano... I rami: braccia distese, grandi mani e lunghe dita, ti indicano una direzione. E tu vai. Ricamminare a Primavera lungo un sentiero percorso tempo fa... sss... ...silenzio e natura. Quel legame tra l'uomo e il luogo non si spiega a parole. Una comunità ha protetto il luogo. Immerso nel suo tempo, preso dal suo racconto, tu lo vivi. E vivi. Ingrediente diversi, mescolati tra loro. L'uomo con i suoi pensieri, i suoi ricordi, la sua natura. Il bosco e la vita che si rinnova a Primavera. (Testo e foto di L7)

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