.("La magia del bosco" - Olio su tela di L.Sette)

Mi tuffo in un bosco “fiorito”.
E sembra di fare un balzo in avanti.
La neve e il freddo di maggio hanno “bruciato” vaste macchie di faggeta.
A terra foglie secche, rosso vinaccia, ravvivate da ciuffi d’erbanuova.
Alle “Pentinelle”, in un pomeriggio senza sole, pare d’essere in autunno,
quando partivano i pastori, al servizio delle pecore altrui,
verso i pascoli in profumo di mare,
in cerca d’erba fresca che saziasse pecore e padroni.


Ma per le feste di maggio e giugno i pastori sarebbero tornati.
E avrebbero riabbracciato le spose,
ad attenderli sull’uscio di casa con in braccio l’ultimo nato,
frutto del transumare...

*
Come se l’estate stesse già andando.
La natura ancora si rifà.
"Si rifà, si rifà":
dice un amico esperto.
Una nebbia sottile, bassa, veloce …
e all’improvviso arriva la pioggia a ravvivare i colori.
***
Un vecchio proverbio recita:
marzo tinge, april dipinge, maggio fa le belle donne,
e giugno fa le brutte carogne.
Nel mese di maggio fornisciti di legna e di formaggio.
*
Se n’è andato Maggio con neve, pioggia e freddo e giugno procede
piovoso, con qualche ora di sole.
Vanno via le giornate più belle e piene di luce.
Tra non molto dovrebbe essere estate.
*
Nel suo giorno la Madonna è stata festeggiata:
messa solenne con il Vescovo e tanti preti,
processione e accompagnamento di banda in mattinata.
E poi, nel pomeriggio, la cerimonia di reposizione della statua: il momento più bello.
Sul volto della gente si legge la devozione alla nostra Madonna
e l’emozione inumidisce gli occhi.
E’ allora che ognuno, in segreto - con lieve movimento delle labbra,
rivolge una preghiera personale alla Madre celeste.
***

Dal piccolo campanile a vela il suono della campana si diffonde
tra i faggi e i prati intorno; rompe il silenzio e riempie lo spazio.
Anche le vacche che pascolano sollevano la testa.
In cielo s’addensano nuvole, ma il luogo regala serenità.
*
Gli ultimi alberi del bosco e una grande pianta di quercia
quasi nascondono il luogo, come se volessero proteggerlo.
Una piccola pianta di ciliegio comincia a mettere i frutti
addossata ad un cespuglio di viola che dà gli ultimi fiori.
Il piccolo eremo e la chiesetta campestre continuano a vivere la loro
esistenza ai margini della faggeta, lontano dalle beghe della gente,
in una realtà che cambia di continuo.
Il tratto di strada sterrata che lo congiunge alla provinciale
presumibilmente è una traccia residua dell’anticavia Minucia,
che attraverso il valico delle "Pentinelle" immetteva i viandanti,
provenienti dalla Valle Peligna, nella vasta area degli Altopiani Maggiori,
per proseguire poi verso l’antica Aufidena.
Ma di qui passava anche uno dei percorsi tratturali che interessavano il territorio.
*
Sorto al tepore della civiltà benedettina, intorno all’anno mille
(come ricorda una lapide sulla facciata della chiesetta),
l’eremo piano si popola.
Si festeggia Sant’Antonio da Padova e la Comunità rivive,
con devozione al Santo e affezione al luogo, questa antica tradizione.
Chi può, e chi sente il richiamo del legame con il passato,
raggiunge la pieve al bosco e partecipa.
Col tempo la festa ha smesso gli aspetti secondari e più consumistici.
Rimane l’essenza, lo spirito religioso di questa ricorrenza.
C’è chi torna da fuori per ascoltare la messa
e riportare a casa una pagnottina di pane benedetto.
In questo luogo la natura è davvero lo specchio di Dio.
Bisogna difenderla e custodirla.
*
Al termine della messa comunicazione importante del Parroco:
il 29 settembre prossimo, nell’anno della Misericordia,
ci sarà l’apertura della Porta Santa all’eremo di San Michele.
Il popolo si riunirà all’eremo di Sant’Antonio in Primocampo e a piedi,
in pellegrinaggio, si raggiungerà la chiesa rupestre di San Michele.
L’apertura della Porta Santa e l’attraversamento della stessa consentirà
la remissione di tutti i peccati.
Occasione da non perdere.
Ma forse bisogna prima confessarsi.
Comunque, in vista di questo evento i due eremi rimarranno aperti
tutte le domeniche nel corso dell’estate, e ne sarà possibile la visita.
***
Spazio libero da ricolmare.
Ogni allontanamento si supera con indifferenza.
Giugno: una storia bella che possa raccontarti.
E raccontare gli occhi pieni di curiosità.
Neri e profondi.
Un mare di vitalità.
Una spruzzata di profumo,
un bicchiere di fragole, innaffiate di bianco pecorino, inzuccherate.
Come un concerto.
Il tempo, la cosa più importante.
Ma va via, e in fretta.

(L7)

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