Eccolo Natale!

La luna in cielo, piena e luminosa.
Il bianco della neve sui prati.
Le luci accese.
E’dolce la sera.
Poca gente in giro;
nelle case si prepara la cena della vigilia.
Tra qualche ora il Bambinello sarà in tutti i presepi
del mondo e sarà Natale
anche quest’anno.
Scenderà anche in quello allestito nella nostra Basilica,
dove prima della messa di mezzanotte i confratelli
della Confraternita del Suffragio dei Morti
canteranno l’Ufficio della Notte di Natale.
Natale, che è la festa più attesa,
più bella e piena di regali, più ricca di piatti e di dolci,
è anche la festa in cui s’avverte sempre un velo di malinconia.
Tornano alla mente ricordi.
Momenti di bellezza e di tristezza.
Le persone care che non ci sono più,
e altre che sono andate via,
a volte prendendo una scorciatoia.
*
***
****
Un tempo, nelle case delle località di montagna,
nella notte di Natale si usava lasciare la tavola imbandita,
la porta socchiusa e una lucerna sul tavolo,
affinché i latitanti, che vivevano sui monti
per sfuggire alla giustizia, potessero entrare e rifocillarsi.
Ma non solo.
La tavola imbandita si lasciava anche perché
le anime dei defunti potessero tornare
e sedersi a quella mensa.
Natale è la festa più bella per chi è circondato da affetto,
in una atmosfera di gioia, per chi intorno ha amore,
ma che vieppiù rende triste chi è solo.
Nei giorni feriali e nelle altre feste dell’anno
la solitudine si sente meno o forse per niente.
E’a Natale che i ricordi fanno sentire l’assenza
di chi tu porti nel cuore,
e la necessità d’amore.
*
****
*****

A te che mi stai leggendo, si proprio tu,
auguro un
NataleMagico.
Perché di te m’importa.

L7

 

 

  

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