(Corteo storico 2015 -Esposizione Reliquie S. Felice Patrono)
(
foto L7)

 

  
La voce malinconica di un clarinetto,
poi quella di una fisarmonica.
Agosto, l’effimero, se n’è andato.
Rovente l’estate, il corpo caldo, abbronzato.
La notte mai domata.
*
Uno schiocco di dita e come per magia torna il silenzio, la calma.
I ritmi scendono, il paese si svuota.
Ora al mattino l’aria è fresca e la sera è più fredda.
Per strada la luce abbandona l’ora.
San Felice è passato e anche la Madonna.
Il Sindaco e la nuova Amministrazione
hanno fatto la loro uscita ufficiale.
*
Com’è stata questa estate?
Chiacchiericcio.
Voglia di manifestarsi.
Niente di nuovo.
Palcoscenico delle ostentazioni la piazza.
Boudoir del pensiero erudito.
La stessa musica di sempre.
E ancora lo stesso cappello sulla stessa testa.
Quelli che aspettano un anno.
Solisti stonati.
Il tempo ha già mietuto le chiome e mutato i colori.
Ora tutti a casa.
Chissà, staranno zitti per i prossimi 11 mesi.
*
Quando arriva in un lampo svanisce,
con tutto il suo vestiario, le feste, le solite solfe.
Un soffio: fiuu!
Se n’è già andata.
L’aspetti tanto l’estate…
Ora sta perdendo la coda.
*
Il sogno non buca quel metro quadrato di cielo
incorniciato dalla finestra
.
Ricade giù.
Il culo per terra.
E pensi.
Tu pensi cosa, a chi?
Com’è il tuo tempo?
Non siamo indispensabili, né io né tu.
Proprio nessuno.
E tutti dimenticano in fretta
*
I topi hanno mordicchiato la luna.
Appare sfrangiata tra banchi di nuvole scure.
Pioverà stanotte.
E ti rigirerai nel letto.
La musica del vento ti porterà il sogno.
*
La stagione della dolcezza, dei colori caldi,
è già qui.
Senti nell’aria il profumo?
Qualche pianta già arrossa.
I meli e i peri selvatici sono carichi di frutti.
Ricordi.
Sono tornato da quell’albero di prugne per coglierne ancora.
Così buone lo scorso anno.
Dolci. Polpose.
Assaporarne il succo sulle labbra.
Su altri alberi invece i frutti sono già avvizziti.
Come volti rugosi, raggrinziti.
* * *
E’ tornato il caldo.
Folate di vento portano in piazza odore di stallatico;
è iniziata la “stabbiatura” dei pascoli
e si svuotano le concimaie.
Una camminata sui prati e tra i faggi del bosco;
il sole illumina e scompiglia intrecci di rami e foglie
e fa dolce l’ora.
Ma che ora è?
La controra.
*
E’ calda questa sera.
Tenera, silenziosa.
Guardo il cielo.

L7

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