Nuvole a pecorelle.

Una nuvoletta lascia il gregge, s’allontana …
ora si trasforma …
un cuore di nuvola in cielo… soffice, tenero appare.
Un vento leggero lo ha modellato.
Che strane le nuvole.
Se le guardi scopri che ti seguono e se ti fermi
sembra che
ti stanno a guardare.
Come certe donne.
#
Un pastore su un
altopiano che non smette mai,
ai piedi di una catena di
monti,
parla al gregge in una strana lingua.
Le pecore belano in
abruzzese.
I cani le guidano.
Pastore, pecore, cani.
Un gruppo unito.
Non parlano la stessa lingua eppure si capiscono.
Fanno lo stesso cammino.
#
Ci sono giorni senza senso,
in cui i pensieri vanno e vengono
come mosche fastidiose.
#
Fastidiose quelle persone che, non raccogliendo consenso,
esecrano la gente e
farebbero precipitare
il
Peschio”.
Ma non crollerà.
Sono secoli che sta lì.
Ci siamo cresciuti sopra superando tante difficoltà.
#
L’estate sale anche quassù e scalda i giorni.
Il 31 maggio, giorno della Madonna,
il popolo ha votato
(e per questo motivo la festa ha subito variazioni).
Abbiamo un nuovo sindaco:
Roberto Sciullo.
Avvocato.
Pescolano.
La nuova squadra s’è insediata e comincia ad operare.
Il popolo è tranquillo, fiducioso.
Un ciclo s’è concluso.
Se ne apre un altro, giustamente.
Buon lavoro all’Amministrazione
e
che tutti recuperino serenità.
**
I primi raggi del sole sulla pelle.
Il
profumo dell’aria fresca sul viso.
Ascolto il silenzio
che piano si riempie dei suoni della natura.
Presto al mattino.
Il giorno è già caldo.
*
Ci sono luoghi capaci di una particolare forza d’attrazione.
Dove una malia misteriosa ti cattura.
Come se avessero in sé una energia vitalizzante,
un fascino segreto in grado di calamitare la mente.
E ti senti in concerto con il luogo.
A volte lo poni in relazione ad un
uomo, a una donna,
ad un momento vissuto.
Forse anche ad un pensiero, ad un sogno.
Uno specchio in cui penetri.

Alla ricerca di te.
*

Lungo un sentiero, in quel luogo, t’ho cercato.
Ho abbracciato un albero maestoso e gli ho chiesto:
“dammi la tua forza, il tuo tempo”.
Poi, per le strade di una città silenziosa, e su una piazza
di un borgo vagheggiato, rischiarata al tramonto.
Tra la folla variopinta all’uscita di un teatro.
Per prolungare il sogno o dargli concretezza?
Forse per realizzare una promessa.
*
Una ferita sul corpo.
Ancora.
Ancora t’incontro.
Campo arato, forte il corpo, bello.
Ancora?
E via … a rincorrere le ore di luce dei giorni più lunghi.
Poi cadranno rapide, come
frutti selvatici
a raccogliersi intorno alle radici delle piante,
sul terreno.
E
marciranno.
Ora a sera il cielo rimane chiaro a lungo.
E lo guardi, pensando.
Un attimo, ma solo un istante, ti prende
tristezza.
*
Ma dai
(L7)

Foto: “Il bosco magico”
Olio su tela - Dipinto di Luigi Sett
e

 



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