In uno splendido mattino di primavera un silenzio antico t’accoglie.
Un ambiente a colori, fresco, dove affiorano memorie e ti ascolti.

*
Pareva non ci fosse interesse.
Gli interessi invece ci sono, tanti e dissimili.
Poi metti: l’ambizione
( ma quella un po’ ci vuole),
la vanità, la presunzione.
*
Com’è bello il bosco.
Al limite di campi che salgono verso i monti
peri, meli e ciliegi selvatici sono un crogiuolo di fioriture bianche e rosa.
Dolcissime.

*
Un caracollo.
La cosa si fa dura.
Il risultato incerto.
*

Colori di natura che si fondono.
Gli occhi ti diventano verdi come due pietre preziose.
Giada o zaffiro. 
 
*
Chi in un modo, chi in un altro, chi in un altro ancora.
E chi, afflitto, rimase al palo, incapace di concretare.
*
Un campo incolto è stato arato, ripulito,
ridisegnato nel confine.
Un uomo
si prende cura della terra, la sta seminando.
Ogni tre/quattro passi
muove il braccio a ventaglio, il pugno s’apre e rilascia la semente.
Un’immagine bella, remota.
Come il “Seminatore al tramonto nel dipinto di Van Gogh.
Ma il nostro semina al mattino.
*
Purosangue e ronzini, guidatori, cavalcatori,
corteggiatori, scudieri pronti a partire.
Chi di qua, chi di là, chi con chi e chi senza.

Intima fusione.
*
La visione più bella: il colore e la forza della natura,
il verde,
quando dalle pietre Cernaia,
per i prati - verso nord, sino al bosco ha sconfinato e raggiunto le cime.
*
Amici, conoscenti, parenti.
Chi proprio manco conoscevi.
Tutto verosimile e finalizzato allo scopo.
Una pesca non facile.
Approcci, proposte, tentativi.
Incontri, mediazioni, scontri.
Giravolte.
*
Un scenariostupendo, pulito.
La lettura del paesaggio
suscita emozione, fa nascere sentimenti. 
*
E ancora tutto daccapo.
Ricerche.
Illazioni, nomi.
Adesioni, ripensamenti.
Cambiamenti di rotta.
Difficoltà di acquisizioni.
Rimescolamento.
Salti di steccato.
Rifiuti.
Tentativi estremi pur di esserci ancora.
*
Finalmente le fioriture.
*

Un contatto sensoriale con la natura.

E ne avverti il profumo.
Il tempo prima o poi ci dice chi siamo.
Inutile ostentare.
*
Pescecani, pesci sega, pesci martello, pesci palla, sirene.
Pescitoppa, seppie da inchiostro, frutti di mare.
Pesciolini/e.
Quanto pesce, di tutte le pezzature.

Alcuni dotati di mascelle articolate.
Ma non era tutto fresco.
Ho visitato un mercato del
pesce in un porto di mare.
*

L-o-n-t-a-n-i da vecchi schemi.
Modelli nuovi.
Sembrano dormicchiare rancori e annose tiritere.
Invéro vecchie e nuove avversioni affiorano.
*
Questa primavera mostra una natura superba.
*
Presenze svagate ai luoghi di appostamento.
I pastori abruzzesi sembrano aver smesso il servizio.
Tempo d’impiego di nuove tecnologie.
Anche se un giro, però, bisogna sempre farlo.
Serve ancora parlare.
Ed essere convincenti.

(L7)

 



 

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