Versi della Natura

Versi della natura

Un tempo, quando le  giornate,
 in inverno,  avevano altri ritmi
le bufere facevano parte della vita del popolo della montagna.
Forte e paziente  l’uomo aspettava che tornasse primavera.
All’ora dell’abbeverata, abbeverava gli animali,
ad un’ altr’ora  riempiva la mangiatoia
 - raspando fieno dal fienile  -
per non far patire le vacche.
Ad un’altra ancora, in cantina,
s’abbeverava  con gli amici con ¾ del peggior vino .
Le donne (non tutte), ogni giorno,
 all’ Avemaria uscivano dalla funzione serale.
E la domenica  dalla messa,  a mezzogiorno,
 e  gli uomini  - al capo croce –
le guardavano (
quelle giovani) scendere le scale.
Altri tempi!
 E si mangiava quel che c’era.

*
 Notte quasi magica, antica.
Il mondo fuori, lontano.
Silenzio e neve.
Versi della natura.
Medioevo.
Proiezione delle cose in un altro tempo.
Siamo qui.
Ed ancora ascoltiamo il brontolio del vento
che scende, di notte, dai monti a cercare
 riparo tra i vicoli e le case serrate.
 Poi, in piazza, a mezzanotte,
mentre dirige un'orchestra invisibile
 che suona musica dolcissima,
 scritta dalla neve di tetto in tetto.
E al mattino,
 appese alle gronde,
 sculture bianche, fantastiche, dalle strane fogge appaiono.
 Suonavano forse di notte gli scalpelli di scultori sognanti?
Febbraio/marzo, freddo tra i monti.
**
 Momenti della vita e immagini.
Il  calendario scorre.
Grani di un rosario tra le dita di una donna .
 Persone,  affetti, cose utili-inutili.
 Ci sono luoghi meno ostili all’apparenza.
Altra gente, vita migliore.
Ma, poi, quale vita è la migliore?
 È quali i luoghi ostili?
***
Gli altipiani vasti di ricordi,
 colmi - in estati lontane - di fieno da falciare,
 di uomini, animali, donne e bambini.
Presse che partorivano balle di fieno a forza di braccia.
Grandi spazi bianchi in inverno.
Apparente solitudine.
Poesia d’incanto.
Schiaffi & carezze di neve.
E’ Quaresima e siamo alle Quarant’ore.
Poi, se Dio vorrà, sarà Primavera.
****
Libera la mente.
Lascia volare il pensiero.
Le albe torneranno di sole.
E i tramonti più rosati.
Nelle valli fioriranno i ciliegi. 
L’aria si farà di luce.

L’esperienza con gli anni cresce.
Mettila a frutto.
Usa  i piedi  e cammina.
Usa  la testa e pensa.
I momenti peggiori passano con l’inverno.
Scopri la vita e regalatela.
Ne hai bisogno.
Può bastar poco.
Esisti.
Diventa protagonista di te,
 della tua esistenza,
via pensieri tristi che abbuiano le ore.
Ogni cosa può cambiare,
 ogni pietra essere levigata,
ogni legno piallato,
ogni ferro battuto.
                                   

 

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