Un uomo di Pescocostanzo si sognò per tre notti di seguito che doveva andare a scavare un tesoro alla Madonna delle Grazie (tra Pescocostanzo e Rivisondoli). Dovevano essere otto persone: due, comprano un pane e salacca, dovevano andare in un sito detto “ju Schiappare” e altre sei dovevano rimanere sotto Rivisondoli. I due che andavano allo Schiapparo, avevano da mangiare il pane e la salacca al ritorno, senza mai parlare, sebbene gli avessero a uscire incontro tanti soldati di ogni specie alla Portella, le montagne pareva che si avvicinassero per schiacciarli; pioveva a dirotto, tuonava, lampeggiava, pareva un finimondo; e costoro spaventati erano per dare indietro ma proseguirono il cammino. Giunti alla Liberata(Sotto Rivisondoli”) la tempesta ingagliardì; ma fu l’ultima stretta. Trovarono colà i compagni e mangiavano sempre. Tutti e otto andarono alla Madonna, ed alla soglia della chiesa cominciarono a scavare. I due che erano andati allo “ Schiapparo” dissero: “Coraggio adesso, e non nominate nessuno!”. Scava e scava appariscono le orecchiette di una caldaia. In questo mentre, vedono un grandissimo drago a Rivisondoli, chegettava fuoco dagli occhi, dalle orecchie e dalla bocca, e urlando si avvenatava agli scavatori. I due del pane e della salacca, gridavano: “ Non abbiate paura!” E il drago sparì. Scoprirono la caldaia: era piena d’oro! Uno di sei, che al vedere tutto quell’oro aveva perso i lumi disse:” Madonna mia, tutto quest’oro ci abbiamo a spartire” non l’avesse mai detto! La caldaia sparì, e i cavatesori si trovarono, in un batter d’occhio, chi sopra Pizzalto, chi su la Porrara, chi sul Morrone, chi sul Monte Corno, uno in alta Italia, e uno morì di paura.

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo