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La chiesa Colleggiata dell Assunta, oggi basilica, dedicata a S. Maria del Colle, è il monumento più insigne del paese. Uno dei templi più interessanti della regione per patrimonio d'arte e ricchezza di arredi che conserva. Da sola documenta le vicende di questa comunità e secoli di storia. Già esistente prima del secolo XV, caduta con il terremoto del 1456, venne ricostruita nel 1465, con ampliamento a tre navi della precedente Cappella. Edificio dalla complessa struttura, conseguente ai diversi ampliamenti che si sono succeduti a partire dal secolo XVI (nel primi anni del sec. XVI prima trasformazione e aggiunta di altre due navate, il prolungamento delle stesse e spostamento degli elementi compositivi architettonici dalla facciata Est alla nuova, posizionata lateralmente a Nord), occupa una posizione predominante rispetto all'ampliamento rinascimentale del paese. L'accesso alla chiesa avviene quindi da un magnifico portale tardo-romanico (1558), che arricchisce quest’ultima facciata e che conclude la prospettiva della grande scalinata (1580), a metà della quale si apre il portale tardo-rinascimentale di un'altra importante chiesa: S.M. del Suffragio dei Morti. L'interno della chiesa presenta una grandiosa architettura (che si può definire romanico-rinascimentale) a pilastri ed archi in pietra, che dividono l'ambiente in cinque grandi navi. Imponenti i soffitti a cassettoni in legno scolpito che coprono tutte le navate. Quello centrale è opera principalmente dell'arch. Carlo Sabatini. Alla doratura dei tre centrali (seicenteschi) fa da contrasto illegno scuro naturale dei due soffitti delle navate più piccole ed estreme (settecentesche). I soffitti incorniciano numerose tele di pregio, tra cui opere di Giovannangelo Bucci ed altre, forse, di Scuola dello Spagnoletto e di Salvador Rosa. In fondo alla navata centrale è la grandiosa cantoria (1619) intagliata dai Mosca. Ai lati dell'ingresso, notevoli le due acquasantiere sorrette da grandi aquile in bronzo, manufatto pescolano del XVII sec. (ideazione di Cosimo Fanzago) e, sulla sinistra, il fonte battesimale (1743), opera di Maestri pescolani, chiuso da un fine cancello in ferro battuto opera di Ilario di Rocco. Addossato ad un pilastro della nave centrale è un elegantissimo pulpito ligneo, cinquecentesco . Sulla parte sinistra della chiesa s'apre la Cappella del Sacramento o Cappellone, all'ingresso della quale è posto il monumentale cancello di ferro battuto, opera dell'impareggiabile fabbro Santo di Rocco (1679-1714), completata dal nipote Ilario. All'interno della Cappella: sulla volta, affresco la "gloria del Paradiso" di Antonio Borsillo da Larino; sulla parete di fondo stucchi ornamentali dei maestri comacini Ferradini e Gianni di Corno; sugli altari laterali due opere pittoriche di pregio: di Francesco Antonio Peresi (Sacra Famiglia 1682) e di Giovan Paolo Cardone, di scuola raffaellesca (Madonna del Rosario 1580). Nel resto della chiesa sono numerosissimi gli altari in pietra, legno e marmo dei secoli XV - XVIII, dalle ancone quasi sempre a colonna, ricche di sculture e paliotti in marmo commesso, di fogge svariatissime. Da sottolineare l'artistico altare ligneo, in testa alla seconda navata, opera di Palmerio Grasso (?), con paliotto in tarsia marmorea che racchiude la statua della Madonna del Colle, in legno policromo, raro esempio di arte medievale abruzzese. Dietro l'altare centrale il coro fa da ulteriore prolungamento della Basilica. Anche qui stucchi alle pareti di Ferradini e Gianni (1730). Il coro ligneo (1695), con venticinque stalli, è opera dell'intagliatore pescolano Francesco Mosca. Da citare poi il più importante dipinto in questa chiesa: la pala (1614) dell'altare del Perdono di Assisi, ora di Santa Caterina, di Tanzio da Varallo, caravaggesco.
(L7)
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