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1)Viaggio nella memoria del paese. Chi era Traquinio Vulpes? Personaggio di grande cultura; critico pungente, ed arguto. traeva ispirazione per la sua vena poetica. Fu sacerdote ed entrò a far parte dei Sacerdoti Capitolari, adempiendo con dignità ai doveri del suo ministero. La sua cultura e la sua eloquenza gli procurarono fama di valente oratore sacro. Fu chiamato a Montecassino per insegnare lettere latine nel Seminario e qui si conquistò la benevolenza dei dotti monaci di quel tempo. Il suo ingegno lo portò a Napoli, dove i grandi letterati della città ebbero modo di conoscerlo e apprezzarne il valore. Con la pubblicazione dei suoi versi divenne personaggio molto noto, indicato col nome di poeta. Liborio De Padova nelle sue “Memorie intorno all’origine e progresso di Pescocostanzo” scriveva: per iscopo che lodi di uomini illustri, e di azioni generose. Vero è che talvolta mostrò di aver intinta la sua penna nel fiele di Archiloco, ma egli non inveiva che contro il vizio, e sferzava la impostura, la impudenza, e la tracotante ignoranza…” . di Silio Italico. Napoli dove morì il 4 Dicembre del 1836, compianto dai suoi numerosi amici e uomini di lettere. Pescocostanzo lo ricorda dedicandogli una strada. La centralissima Via Vulpes, il tratto che collega Piazza Municipio a Largo avanti la chiesa. durante l'ultimo conflitto mondiale e ricostruita negli anni 50, presenta ancora il portale barocco sulla facciata principale. che andarono in mano al sacerdote D.Nicola Mosca, il quale tradusse i versi stessi in un sonetto. Leggesi: ”La fuga delle truppe napoletane”. T(arquinio) V(ulpes): segue quindi il sonetto, al di sotto del quale leggesi: “Traduzione Mosca”.
Con baffe, col sicario e collo schioppo
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