Hotel Vallefura a Pescocostanzo
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VELINE PDF Stampa E-mail
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VELINE


Maggio! Meglio lasciar perdere…

Pioggia, freddo, cielo sempre coperto, neve su Pizzalto e fino all’eremo di san Michele.

Il più bel mese se ne va, e con esso la festa della Madonna del Colle, la più amata dai pescolani.

Il suo volto velato da un sorriso incanta e commuove sempre.

La processione sotto le navate della chiesa con la gente che s’accalca e stende una mano per baciarLe il velo è un momento di grande suggestione. Poi, quando la statua viene riposizionata nell’edicola sull’omonimo altare e i fedeli, rapiti dall’antico rituale, cantano: “Ave, Ave, Ave Maria…”
l’affetto per Lei si manifesta, ed è davvero grande.

Ma fuori tal tempio la festa non c’è.
Il palco resta vuoto.
L’Accademia della Musica non suona (rinviata ad altra data!) e i fuochi pirotecnici s’accendono che è ancora giorno.
Soldi bruciati.

Pioggia e freddo impediscono il normale svolgimento del programma civile.

Nuvole, ogni giorno ad addensarsi sulle cime, e i camini che fumano ancora.

Animi inquieti. S’accumulano risentimenti; asti, incertezze, e ancora vagheggiamenti.

Le cervella, in frigorifero. Qualcuno dice si mantengono meglio; per altri si logorano, a inseguire pensieri, a farsi protagonisti di film fantastici, a costruire sogni improbabili.

La gente sempre più pensa per sé e i problemi li ha chi ce li ha sempre avuti.

Il Governo dovrebbe dare un sussidio a chi vive in montagna e consuma soldi per riscaldarsi e resistere.
Hai voglia a raccontare la bellezza e la beatitudine, la grandezza e l’emozione che trasmettono i luoghi!

Ma siamo montanari.
                                                  ***

La situazione post elettorale ha offerto, per fortuna, un diversivo al quotidiano con la produzione di veline , qualcuna un po’ pesante ma con risvolti simpatici e carica d’ironia pescolana.

Un cittadino scontento scrive e narra.

Tante cose il popolo non sa, non conosce. E dimentica anche in fretta.

La comunità è fatta di operatori, agricoltori, commercianti, artigiani, operai, pensionati, giovani senza lavoro, studenti.

Tutti vanno ascoltati.

Un’idea per vincere la noia? Per informare, per misurare la pressione e recepire gli stati d’animo?

Assemblee pubbliche.

Si ascolta, si domanda, si spiega. E si passa anche il tempo.

Consiglieri, assessori, sindaco e addetti vari ci sono; uno o due per volta, l’occasione si trova.

Utopia? Perdita di tempo? Almeno si discute guardandosi in faccia.

Recuperiamo interesse, cultura del saper fare.

                                               
                                                  ***

Eccola, dopo tanto, la prima giornata bella, calda.

La Domenica del Corpus Domini .

La montagna invita a muoversi.

Salendo per il sentiero di Pizzalto, la Valle di Primo Campo piano si svela.

Più sali e più lo sguardo conquista altri spazi.

Il verde è in ogni dove, intenso.

Fioriture a macchia, a strisce colorano il verde dei prati che salgono verso i boschi dintorno.

Lontano appare il profilo del paese, tra il “Peschio” e il colle dell’antica cava: una sottile linea di tetti che si fa orizzonte.

Confine con l’azzurro.

La natura appare ancora sovrana da quassù.

Un pezzo di paradiso.

Il silenzio prende forma.

Più che sentirlo, lo vedi.
Luce pura.
Un drink di acqua fresca a diretto contatto con il cielo e con una vista eccezionale sulla valle,
dove all’inizio dell’estate del 995 s’apre la storia di Pescocostanzo.

Lontano dalla piazza, dalle chiacchiere festive.

Meno di un mese ed entrerà l’estate.

   




 

 

Commenti
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Anonimo   |217.201.206.xxx |2010-06-07 18:06:59
jessica cocco   |82.107.96.xxx |2010-06-10 06:47:25
Anonimo   |217.201.201.xxx |2010-06-16 16:36:13
Anonimo  - wow   |80.181.196.xxx |2010-07-09 19:37:13
pescocostanzo č bello...magico,stupendo,fiabesco...peccato che questa fiaba fa
parte di quelle che finisco presto.
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