Hotel Vallefura a Pescocostanzo
English French German Italian Japanese
Uova alla coque PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 16
ScarsoOttimo 
                                    
                                    Uova
alla coque

                                                        Febbraio, madames, c’est
molto court.

Ce n’est pas pour vous.
**

Come da un libro leggo
quel che vedo intorno.
Nevica poi piove, e l’acqua scioglie la neve.

E poi rinevica un po’, e poi si riscioglie.
Va, viene come i mezzi del comune.
 Quando nevica è sempre più caldo però.

E’ nevicato un po’.

Gli alberi sembravano come fioriti.  
Ma notti di bufera ancora ne regala quest’inverno. 

 Il sole, una  pasticca d’aspirina, non scalda il giorno.

Poi se ne va proprio.

Giorni in cui cresce,

e sembra farsi duro l’inverno.
Momenti di scirocco e cala.
 Quando lo senti,

allunga una mano prendi il sogno.
Poi s’ammoscia.
Il vento della vita cresce come un bimbo

e canta la sua canzone.
Sradica le piante nel bosco e ti spinge dietro.
Il passo si fa più veloce, poi corri proprio.

Quand’era tempo per fare le cose le hai rinviate. 
 Ora non cantano più i galli.
 In paese non ci sono più pollai nè galline,
che se ne vanno a spasso come un tempo, beccando qua e là.
Le stalle sono diventate
pied-à-terre.
I fienili
comode mansardes.
Le uova fresche non le beve quasi più nessuno.
Nemmeno battute con un goccio di Marsala.
Semmai alla coque o sode.

Gli uomini non sono mai contenti,

vogliono sempre di più,
e comandare. Ma manco in casa
 comandano.
Lì conta la moglie, o la badante.
Guardare prima in che scarpe mettere i piedi
 per non aver problemi
 con le  cipolle!
***
Filo sottile di seta stringe i tuoi pensieri, come filo d’acciaio.

E’ buio.

Come in un cul –de-sac.
 Una nuvola ingoia la luna, crema carezzevole.
Per vincere l’inverno, in montagna,

 ci vuol calma, pazienza, un bel camino acceso,
e saperlo consumare.
Quando viene Maggio, le facce della gente cambiano.

Tutto è più allegro, colorato. 
***

Chiavi che aprono porte della memoria.

Il silenzio delle strade nei giorni in cui non c’è nessuno.

                                                                      Le nicchie del Fanzago:

grandi occhi sulla piazza.

E la neve che cincischia, timida nel grigio.

Tenero inverno. Strano inverno.
Piano se ne va, con la Candelora;
s’allunga il giorno.

Solo una strada mi dà il senso di vuoto, di

 “nessuno”.

Le case pare che ti guardino, e sembrano darti ragione.

 Alcuni tratti di strada gelano.

Si sta in silenzio, ma non c’è silenzio.
Parlano: le strade con le case, l’acqua con la fontana maggiore
 (quella del lupo mannaro),

l’orologio - ogni quarto d’ora.

Parla da solo, con il conto in mano, qualcuno che esce da un  ristorante.

Parlano.
Quasi un racconto.
****

Nella piccola isola del sogno, ti svegli e il sogno traballa.

Non è ogni cosa possibile.

Il luogo ideale si svela:
non più il castello dell’incanto, il posto delle fiabe.
Favole!
Fuori, oltre i vetri e la cornice della finestra, un mondo annebbiato.

Negli occhi un paesaggio di neve,
che luccica sotto un cielo azzurro, ricamato da vette lontane.
Passi sulla neve.
Il viso rosso, sudato.

Come una foto, mai scattata.

  
Commenti
Nuovo Cerca
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >
RocketTheme Joomla Templates