Eventi Invernali 2011/12
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CHISSENEFREGA Nella valle molti alberi hanno ancora le foglie e in montagna l’inverno addenta gli ultimi giorni di un autunno tormentato, che s’appresta ad andarsene, ad essere dimenticato. Tante cose si dimenticano. Tante persone: uomini e donne. Si cancellano dalla memoria come quando scrivi un nome sui vetri appannati di una finestra; poi ci passi la mano, pulisci e il nome scompare. Attraverso il vetro guardi fuori, lontano e rivedi le cose. * Le foglie si rincorrevano sull’asfalto. Uscivano dal bosco come tanti minuscoli animaletti spaventati, e correvano rumoreggiando, spinte dal vento. Gialle, rosse, ancora verdi andavano via, tornavano, cambiavano direzione. sono bastate per mutare il paesaggio. Mano pesante sui colori, poi completamente variati. Carica di silenzi la natura cambia. Prima tenerezze d’aria, poi il freddo pungente. Ora è spoglio il bosco, attraverso ci si vede e le piante appaiono stecchite ** Le “rocchie” avevano messo strani batuffoli bianchi. Sembravano pelo di animali che vi s’erano impigliati. La natura è la migliore medicina dell’uomo. Bianche le montagne, ora su un cielo d’azzurro. Come quando s’era bambini, momenti magici nella realtà quotidiana di balordi. Il paesaggio illuminato, gelato. Il sole lo accarezza con mano leggera. *** Non tutti raccontano il proprio disagio. I giovani, l’operaio, il povero, appaiono le vittime predestinate di una realtà che sembra voler spingere tutti all’indietro. Nuove paure. Non si può ancora una volta tornare ad essere servi di padroni che non temono crisi. Così non sarà. Ci sono periodi nella vita in cui le cose si fanno tanto per fare o d’istinto, per spirito di appartenenza, per passione, per amore. Ce ne sono altri in cui le cose devono farsi per necessità, per assicurare futuro a chi cresce. Diversamente non si fanno proprio. **** Fintantoché sarà e saremo godiamo di questo paesaggio e dei luoghi ancora unici, La poesia della natura che muta rimanda a ricordi lontani. I ricordi: un arruffo di pensieri. Se ne potrebbero riempire sacchi. C’è chi ricorda solo ciò che gli pare. La buona reputazione più non esiste e la competizione è globale. Ma come scordare una vita, le persone, le cose fatte, i passi che hai dato uno dietro l’altro? Tuttavia, ancora bisogna guardare fuori, lontano. Vincere la stretta, scansarli i ricordi, con decisione, senza farli a pezzi. ***** Vengono avanti giorni che non sai. Ma “non è ancora tempo d’invecchiare ”. Ancora tante cose da farsi, cambiare, risolvere. La maggior parte è tutta incazzata. Sono necessarie molte vitamine per affrontare l’inverno. Un cuore per te, un’anima che senti capace, affine, intrigante. Non voltare le spalle; gli idioti, i ruffiani, i vili colpiscono sempre alle spalle. Meglio guardarli in faccia. Muso a muso; occhi ad occhi e vedere chi abbassa per primo lo sguardo. Un pizzico di pepe fantastico. I vecchi raccontano che durante lo “sfollamento” e dopo si stava un frego peggio. |
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