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Buon 31 Marzo
Mai che qualcuno t’augurasse “buon 31 marzo”. Tutti si ricordano di fare auguri a Natale: “buon natale”, “buon natale così”, “buon natale colà ”. Ecco perché l’albero è senza palle… le hanno rotte proprio tutte. Ora non resta che sentir ripetere per qualche giorno “buon anno!”. “Buon anno di qua”, “buon anno di là”. Nessuno che pensi a ”na bona befana”. * Quel senso di malinconia, di solitudine che ogni giorno s’avverte negli occhi di tante persone (io l’avverto. Tu?), durante le festività natalizie diventa concreto. E questi auguri, molti dei quali per niente originali, alcuni ipocriti, altri copiati un po’ qui un po’ là e riciclati a mo’ di Karma, non fanno che accrescere il disagio di quanti il Natale lo passano in mal’altro modo. Sempre stato così. Chi può spendere centinaia di euro per cenoni, capitone compreso, e chi a Natale è ospite della Caritas. In casa, davanti ad un pranzo abbondante, che ci mangerebbero dieci persone in più, c’è sempre un animo buono che commenta le immagini della TV - di una mensa allestita per i bisognosi- con un commosso: “poveretti!”. E si slaccia la cinta. Giorni uguali il Natale e pure Capodanno. Gli altri giorni sono diversi. Salire e scendere. In cielo o all’inferno. Un ascensore impossibile. Su e giù. ** La notte dei misteri della mente è già qui. L’ultima dell’anno che va; la prima di quello che viene. Ce l ’ hai un posto comodo per passarla? All’ultimo secondo un tappo salterà via. Un calcio in culo a quest’anno che se ne va . Uno spumante di qualità, che non esca “sgassato”, altrimenti meglio un vecchio Cinzano fresco, abboccato, che va giù facilecon una fetta di pandoro. I canditi non piacciono a tutti. Eccolo che arriva! L’anno nuovo bambino. Allegro, luminoso, le guance accese di rosso. Durerà poco pure lui. Dodici mesi. Domani, un giorno che non conosci. E tra cent’anni? Primavere tutte invecchiate, appassite, appese. Un po’ di veleno per la tua anima. *** I coglioni di piombo, appesantiscono l’esistenza e non fanno volare. Può succedere all’improvviso. La notte di Capodanno. Un mare buio stellato il cielo e la luna che ti prende per culo. O una nebbia fitta che non glielo fa vedere. Le parolacce, meglio scaricarle tutte subito, e ricominciare più leggeri e educati appena l’anno nuovo gira l’angolo. E lo rimetti a tiro. **** Le belle idee a volte bisogna tenersele per sé e guardare pratico la realtà.
Qui si fanno tutti i cazzi propri e pure quelli degli altri.
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