|
Assaporo l’autunno
Girovago.
Dietro l’angolo scopri bellezze nascoste
che richiamano alla mente altri luoghi,
immagini dell’antico che evocano ricordi.
Miscela di sensazioni.
Uno sguardo sui monti.
Ti fermi, ti siedi su una roccia che affiora e ascolti:
il silenzio sfiorato dal soffio del vento, dal fruscìo delle foglie.
Guardi il sole che tramonta e colora gli ultimi tetti delle case.
Una stagione bella, romantica.
E pure malinconica.
L’autunno che entra in scena svela splendidi colori
e porta pensieri.
Gli spazi s’illuminano e la natura assume nuova luce.
Sguardi in silenzio sul paesaggio.
Se potessi ritagliare un paesaggio di colore, armonioso
di serenità, te lo regalerei.
*
Il tempo prende appunti.
Sul suo taccuino è segnato un nome.
Un vis -à –vis
tra il volto della natura e una donna senza trucco.
Effetti cromatici.
**
Che ci fai in un posto che non ti attrae?
Tasche dove infili le mani e percepisci ciò che tocchi:
familiarità dei luoghi.
Reinventare, giorno dopo giorno, senza cancellare
bellezza e respiro.
Immagini un percorso… poi la realtà.
Il cammino dell’idea, sovente, non trova rispondenza,
non viene fuori ideale.
Ma il tramonto è bello come il sorgere del sole.
Tante cose tralasciate.
Ci rivedremo.
Sicuro.
Qualcuno manca sempre a qualcun altro: un uomo, una donna.
Qualcosa a chi quella cosa non ha.
***
Un posto magico.
L’acqua zampilla in alto sulla fontana e la luce la fa brillare.
Lo sguardo attratto penetra l’acqua e si perde nel luccichio
scintillante della luce.
Il prato del giardino è bello, verde, perfetto.
Un tappeto di biliardo.
Era bello il bar con il biliardo.
Caldo, frequentato.
Si tirava tardi.
Ci siamo cresciuti con il rumore delle “palle” d’avorio
che infilavano le buche e facevano punti.
Ma non c’è più un biliardo su cui giocare a notte.
Luoghi di ritrovo anonimi, dove non si ritrova nessuno.
Lento o più di fretta, dipende da che hai da fare,
il tempo va.
Certo, passa sempre.
La fregatura e che te ne accorgi dopo.
****
Assaporo l’autunno che accende i colori
e spegne l’estate.
Ciuffi di foglie ocra e di rosso intenso affiorano tra gli alberi.
A morire prima sono quelle dell’ippocastano,
dell’dell’acero campestre, dell’olmo, del carpino.
Ad arrugginire quelle dei peri selvatici.
Ma il bosco è ancora verde.
Sogni non realizzati, r i n v i a t i.
A volte avverti la vicinanza di qualcuno, di qualcosa.
Sei lì e senti.
Le voci richiamano nomi.
Occhi che guardano.
*****
Orso (o lupo) mangia pecora.
Il pastore bestemmia l’orso e il lupo.
Ma anche loro avevano fame e dovevano mangiare.
Al pastore va restituito il dovuto.
Un giorno iniziato presto fra i monti e finito,
bevuto,
nella valle.
|